1 luglio i bimbi iscritti ai centri estivi delle scuole materne e dei nidi di Milano restano a casa. Anche se i genitori hanno già pagato la retta. le segreterie delle diverse scuole, le varie funzionarie, più o meno imbarazzate, hanno accolto così i bimbi: "è meglio che andate via", "non so come fare ad aprire" ... "come faccio a farvi entrare: ho 2 educatrici in servizio su 90 bimbi"... ecc. Infatti il Comune, senza dare alcuna comunicazione, quest'anno non ha fatto l'appalto per affidare la gestione dei centri estivi alle cooperative, come fa tutti gli anni. A fine maggio, ha inviato un ordine di servizio alle educatrici, precettandole anche per luglio. E chiuso, finita lì. Ma, dati i modi, dato lo scarso preavviso, dato l'anno molto faticoso (scuole sporche, classi troppo numerose, obbligo di fare le veci anche dei commessi che sono stati destinati ad altro incarico dall'amministrazione, ecc.), e dato il fatto che per contratto molte non hanno alcun obbligo di esserci (dipende da quando è stato stipulato, comunque di prassi la disponibilità che devono garantire per il mese di luglio riguarda attività di programmazione, formazione, valutazione, ecc. e non la cura dei bimbi), le educatrici non hanno riconosciuto la legitimità degli ordini di servizio. e il Comune? semplicemente non ha pensato ad alcuna alternativa: non ha intavolato una discussione, non ha richiamato le precarie, non ha accettato l'assemblea sindacale indetta per oggi. Nemmeno nei giorni scorsi, quando il NO secco delle educatrici era alto e forte, e quando una mozione di tutti i consiglieri comunali a Palazzo Marino chiedeva all'unanimità di aprire il dialogo con le educatrici si è mosso in alcun modo. Così oggi le scuole e i nidi sono chiusi e i bimbi a casa, oppure hanno garantito servizi minimi, spesso solo di facciata, parziali, discriminatori e senza rispettare il rapporto numerico minimo educatrici/bambini.
2 luglio: molti servizi, dopo i disordini di ieri, tra polizia, vigili, genitori imbufaliti, hanno riaperto, ma in emergenza. Cosa accadrà nei prossimi giorni? Sono le 19.00 e l'incontro tra Comune, sindacati ed educatrici è ancora in corso, da stamattina alle 10.00. la mediazione sembra molto difficile. Intanto i genitori di diversi nidi e scuole materne si stanno organizzando per richiedere risarcimenti e verificare se ci sono gli estremi di "interruzione pubblico servizio" e atti di discriminazione su minori.
3 luglio: ore 18.00 i servizi oggi vanno meglio, ma senza rispettare il rapporto minimo educatrici/bambini, con personale di emergenza, a volte migrante da una scuola all'altra. In via Bergognone c'è un grande assembramento di educatrici, mamme e mamme educatrici, in attesa dell'accordo, ma all'interno il Comune non sembra per ora cambiare le sue posizioni: revocherà gli ordini di servizio solo se le educatrici rientrano in servizio "volontario".... La Moioli sui giornali annuncia provedimenti disciplinari e i genitori di alcune scuole si sono mesi d'acccordo per andare insieme in corteo a denunciare il Comune. Anche il Comune rischia una denuncia per comportamento antisindacale per non aver autorizzato l'assemblea del 1 luglio, richiesta nei termini di legge. 3 luglio ore 22,00: "Mamma non posso neanche andare in casetta .. è dentro a uno scatolone" Trattative interrotte. per come si è svolta tutta la vicenda, le educatrici a giugno non hanno organizzato le attività per luglio: nelle scuole non c'è un progetto pedagogico per queste settimane: non erano arrivate le assegnazioni nemeno delle funzionarie. Non è stato preparato lo spazio per l'accoglienza dei bimbi, non c'è materiale didattico, né giochi disponibili: quello che si usa durante l'anno (comprato con il contributo dei genitori) è stato ovviamente chiuso e riposto negli armadi, ma non è stato preparato nient'altro... per cui i nostri bimbi ricevono di fatto solo assistenza. Non è questo parcheggio, ma un altro tipo di progetto che il Comune "amico dei bambini" aveva garantito... Così è arrivata la rottura. Cosa accadrà domani?
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